Il Consiglio della Città metropolitana di Firenze ha approvato nella seduta del 29 ottobre la «Carta metropolitana per l’abitare sociale». Il documento definisce un quadro di principi e indirizzi per affrontare il tema dell’accesso alla casa, collegandolo alla distribuzione dei servizi, ai collegamenti con Firenze e alla presenza dei poli produttivi.
Dieci principi e sette missioni
Tra gli obiettivi indicati nella Carta c’è quello di considerare la casa un diritto e un bene comune. Il documento lega inoltre la localizzazione degli alloggi alla mobilità: le abitazioni dovrebbero trovarsi entro 30 minuti di trasporto pubblico da Firenze o dai poli produttivi. L’impostazione tiene quindi insieme le esigenze abitative e la possibilità di raggiungere il luogo di lavoro o i principali servizi.
La Carta individua sette missioni, che comprendono l’edilizia sociale e pubblica, l’abitare temporaneo, il patrimonio privato e i servizi di prossimità. Il piano di lavoro è articolato in venti azioni, organizzate in quattro fasi:
- conoscere le condizioni e i bisogni abitativi;
- orientare le politiche e gli interventi;
- localizzare le opportunità e le risorse;
- realizzare gli interventi previsti.
«È in gioco la coesione del territorio».
La valutazione è stata espressa da Nicola Armentano, consigliere delegato al patrimonio della Città metropolitana. Armentano ha collegato la difficoltà di trovare casa vicino al lavoro alla situazione di chi opera negli ospedali, nelle scuole, negli enti pubblici e nelle imprese. Nella sua analisi, il problema riguarda anche i centri storici, che si svuotano, e le famiglie, costrette a spostarsi sempre più lontano.
Il tavolo metropolitano
Contestualmente all’approvazione della Carta è stato avviato il tavolo metropolitano dell’abitare, coordinato dalla Città metropolitana. L’organismo esaminerà il Piano casa nazionale e la proposta di Regolamento europeo in materia. La Carta è aperta all’adesione di enti e portatori di interessi, così da ampliare il confronto sulle politiche abitative e sugli interventi da attuare.
Il Consiglio metropolitano riceverà ogni anno una relazione sullo stato di attuazione della Carta. Il monitoraggio periodico sarà quindi il passaggio previsto per verificare l’avanzamento delle azioni e il lavoro del tavolo dedicato all’abitare.