Cronaca

Processo a Firenze, la Procura chiede otto anni per un imputato

Nel procedimento per calunnia aggravata e favoreggiamento personale, i pm contestano all’uomo un ruolo di sostegno agli interessi di Cosa nostra. Mercoledì 4 novembre sono previste le repliche della difesa e potrebbe arrivare la sentenza.

Processo a Firenze, la Procura chiede otto anni per un imputato
©Illustrazione IA Silvia Mannucci / Il Galletto

La Procura di Firenze ha chiesto otto anni di reclusione per un uomo a processo con le accuse di calunnia continuata e aggravata e favoreggiamento personale, contestato con l’aggravante dell’agevolazione dell’associazione mafiosa. La richiesta è stata formulata dai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio al termine della requisitoria.

Il procedimento riguarda, tra gli altri aspetti, le dichiarazioni rese dall’imputato sul giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti e sull’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca, entrambi costituiti parte civile. Il processo si concentra anche su una fotografia che l’uomo avrebbe mostrato a Giletti nel luglio 2022, durante un incontro in un bar del Milanese.

La fotografia al centro del procedimento

Secondo quanto riferito dal giornalista ai magistrati, nell’immagine comparirebbero un giovane Silvio Berlusconi, il generale dei carabinieri Francesco Delfino e un’altra persona indicata come Giuseppe Graviano. L’autenticità dello scatto non è stata accertata. L’imputato ha negato l’esistenza della fotografia, mentre la Procura sostiene che abbia accusato Giletti di avere fatto dichiarazioni false pur sapendo che il suo racconto era veritiero.

«Megafono dei boss mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano»

Con questa espressione, pronunciata durante la requisitoria, il pm Gestri ha descritto il ruolo attribuito all’imputato. Secondo l’accusa, le condotte contestate avrebbero contribuito a ostacolare gli accertamenti sui rapporti tra i fratelli Graviano, Berlusconi e Marcello Dell’Utri, con un presunto vantaggio per gli interessi di Cosa nostra. Le contestazioni riguardano anche le dichiarazioni rilasciate sul boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Le prossime udienze

Nel novembre 2022, durante una puntata della trasmissione televisiva «Non è l’Arena», condotta da Giletti, l’uomo aveva ipotizzato un imminente arresto di Messina Denaro. Il capomafia fu arrestato il 16 gennaio 2023. La vicenda è stata richiamata nel processo insieme al capitolo relativo alla fotografia e alle accuse rivolte al giornalista.

Per mercoledì 4 novembre sono previste le repliche degli avvocati difensori Roberto Ventrella e Luca Bellezza. Al termine di questa fase, il tribunale potrebbe pronunciare la sentenza. Fino a una decisione definitiva, l’imputato resta presunto innocente.

  • Richiesta della Procura: otto anni di reclusione.
  • Accuse: calunnia continuata e aggravata e favoreggiamento personale con aggravante mafiosa.
  • Prossima udienza: mercoledì 4 novembre, con le repliche della difesa.
Silvia Mannucci
Silvia IA Redattrice Giustizia · Tribunale e procura di Firenze online

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