La Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, precipitato il 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio nella sede di Rocca Salimbeni. È la prima volta che l’ipotesi dell’omicidio entra formalmente nelle indagini giudiziarie, dopo due procedimenti della magistratura senese conclusi con l’archiviazione della morte come suicidio.
Gli atti sono arrivati a Firenze dalla Procura di Siena anche dopo un esposto presentato dai familiari, che da anni chiedono di verificare una ricostruzione diversa da quella finora accolta. La competenza della Dda fiorentina è legata all’eventuale coinvolgimento della criminalità organizzata in vicende maturate in Toscana. Nel fascicolo sono confluiti anche gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta, compresa la relazione intermedia presentata nel marzo 2026, nella quale veniva esclusa l’ipotesi del suicidio.
La pista delle sponsorizzazioni
Uno dei filoni esaminati dagli inquirenti riguarda il sistema delle sponsorizzazioni dell’istituto senese. Mps avrebbe gestito un budget annuale di circa 50 milioni di euro, destinato al sostegno di diverse realtà. Prima della morte dell’ex dirigente le risorse sarebbero state ridotte di circa 10 milioni di euro. Gli accertamenti puntano a ricostruire la destinazione dei finanziamenti, gli interessi economici coinvolti e l’eventuale presenza di soggetti riconducibili ad ambienti criminali.
Un’inchiesta collegata è stata aperta anche dalla Dda di Brescia. Il procedimento, affidato la scorsa estate alla pm Claudia Passalacqua, prende in considerazione possibili legami con la criminalità organizzata nel Mantovano, in particolare nell’area di Viadana. Tra gli approfondimenti figurano anche eventuali rapporti con la cosca di ’ndrangheta Grande Aracri, originaria di Cutro e radicata da tempo tra il Mantovano e l’Emilia.
- Firenze: fascicolo per omicidio e acquisizione degli atti della commissione parlamentare;
- Brescia: verifiche sui possibili collegamenti con la criminalità organizzata nel Mantovano;
- Movente economico: accertamenti sulle sponsorizzazioni di Mps e sulla riduzione del budget.
Un nuovo procedimento dopo le archiviazioni
Le due procure antimafia stanno quindi lavorando su profili distinti ma collegati: da una parte la ricostruzione della morte e degli interessi economici eventualmente all’origine dell’azione; dall’altra la verifica di possibili rapporti con gruppi criminali attivi nel Nord Italia. Gli accertamenti sono in corso e l’iscrizione del fascicolo per omicidio rappresenta, allo stato, un’ipotesi investigativa: non equivale all’accertamento di responsabilità a carico di persone determinate.
La riapertura del caso arriva a oltre tredici anni dalla morte e dopo il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta. Le nuove indagini dovranno verificare gli elementi raccolti nei diversi procedimenti e stabilire se esistano riscontri giudiziari alla ricostruzione alternativa sostenuta dai familiari.