Tribunale conferma multa e confisca per la keybox utilizzata per accessi a un alloggio turistico
Il Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso avviato contro il provvedimento del Comune relativo a una keybox collocata sullo stipite di un portone in via Romana e usata per consentire l'accesso a un appartamento destinato alla locazione turistica breve. La sentenza, le cui motivazioni sono state depositate il 25 ottobre, conferma la sanzione amministrativa di 480 euro e dispone la confisca del dispositivo.
La keybox era stata sequestrata dalla polizia municipale il 25 febbraio 2025 con riferimento all'articolo 20‑bis del Regolamento di Polizia Urbana, norma che vieta questo tipo di dispositivi per motivi di sicurezza e di decoro urbano poiché permettono di evitare il riconoscimento de visu degli ospiti delle strutture ricettive.
Secondo quanto comunicato dal Comune, il tribunale ha riconosciuto la responsabilità della referente operativa della società che gestiva l'alloggio, rilevando che la keybox veniva utilizzata per accogliere gli ospiti quando la referente non poteva essere presente, pur non essendone l'installatrice materiale.
- data del sequestro: 25 febbraio 2025;
- articolo contestato: art. 20‑bis del Regolamento di Polizia Urbana;
- provvedimenti giudiziari: sanzione di 480 euro, confisca del dispositivo e condanna al rimborso delle spese di giudizio.
Palazzo Vecchio ha ricordato che la sentenza richiama precedenti pronunce del Tar della Toscana che avevano già ritenuto legittime le scelte dell'amministrazione in materia di decoro e sicurezza urbana. Il verdetto del Tribunale conferma quindi l'orientamento degli uffici comunali volto a vietare strumenti che aggirano le pratiche di verifica degli ospiti.
«La sentenza conferma ancora una volta la correttezza dei nostri regolamenti, e delle scelte che abbiamo fatto con gli obiettivi della sicurezza, del decoro e della vivibilità della nostra città»
La citazione è attribuita a Jacopo Vicini, assessore allo sviluppo economico e al turismo del Comune di Firenze. Il pronunciamento impone inoltre alla ricorrente il rimborso delle spese legali sostenute dal Comune nel procedimento.
La decisione del Tribunale rappresenta un riferimento operativo per le attività di controllo sulla locazione breve nella città: il divieto previsto dal Regolamento di Polizia Urbana è motivato dalla necessità di preservare il decoro e di assicurare forme di controllo degli accessi che non sottraggano all'azione dei gestori e delle forze dell'ordine la possibilità di verificare l'identità delle persone che occupano temporaneamente gli alloggi.
Il provvedimento del giudice si inserisce in un contesto di crescente attenzione amministrativa e giurisdizionale verso strumenti tecnici che facilitano l'accesso autonomo e non controllato alle strutture ricettive in ambito urbano, con ricadute sia sulle pratiche di gestione delle locazioni brevi sia sugli obblighi a carico dei soggetti che le organizzano o le gestiscono.