Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e altri cinque governatori hanno chiesto di convocare con urgenza la Conferenza delle Regioni per discutere le misure sulla sanità contenute nella manovra approvata venerdì 30 ottobre. La richiesta è stata sottoscritta anche da Michele Emiliano, Michele de Pascale, Roberto Fico, Stefania Proietti e Alessandra Todde, indicati nella dichiarazione congiunta insieme al presidente toscano.
Al centro dell’intervento ci sono le risorse aggiuntive previste per il Fondo sanitario nazionale e il bonus socio-sanitario da 300 euro. Secondo i presidenti regionali, i 2,4 miliardi di euro stanziati dalla manovra per la sanità sono inferiori alla cifra ritenuta necessaria per compensare l’aumento dei costi e garantire le prestazioni: le Regioni avevano indicato un adeguamento pari a 6,8 miliardi.
«I 2,4 miliardi di euro previsti dalla manovra per la sanità rappresentano meno della metà dei 6,8 miliardi che, come Regioni, avevamo indicato come necessario adeguamento del Fondo sanitario nazionale per far fronte ai costi crescenti e garantire le cure ai cittadini».
La seconda contestazione riguarda il provvedimento che prevede complessivamente 1,6 miliardi di euro per i voucher socio-sanitari. Giani e gli altri presidenti sostengono che questa scelta possa indirizzare risorse verso il sistema privato, invece di rafforzare direttamente i servizi pubblici. Per questo il presidente toscano ha rivolto al Parlamento la richiesta di intervenire durante l’iter di modifica della legge.
La richiesta al Parlamento
In una dichiarazione separata, Giani ha definito i buoni «un sostegno indiretto al sistema della sanità privata» e ha chiesto di cancellare la misura, trasferendo gli stanziamenti al Fondo sanitario nazionale. L’obiettivo indicato dal presidente della Toscana è utilizzare quelle risorse per il personale, l’assistenza territoriale e gli interventi sulle liste d’attesa.
- 2,4 miliardi di euro: risorse per la sanità previste dalla manovra;
- 6,8 miliardi di euro: adeguamento del Fondo sanitario ritenuto necessario dalle Regioni;
- 1,6 miliardi di euro: stanziamento complessivo previsto per il bonus socio-sanitario.
«Il meccanismo dei buoni socio-sanitari rappresenta un pericoloso precedente strutturale», ha affermato Giani, chiedendo alle forze parlamentari di presentare un emendamento. I sei presidenti hanno inoltre sollecitato una posizione comune della Conferenza delle Regioni per valutare l’impatto delle misure sui sistemi sanitari regionali e sul diritto alla salute.