Richiesta di modifica al DPGR 36/R: responsabilità per i danni da fauna sui fondi esclusi
La Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane ha inviato ai componenti del Consiglio regionale della Toscana, con copia al presidente della giunta Eugenio Giani e al dott. Marco Ferretti, una proposta formale di emendamento al DPGR 3 novembre 2022, n. 36/R. L'obiettivo è modificare l'articolo 44 del regolamento relativo alle aree sottratte alla caccia programmata, introducendo l'obbligo di responsabilità per i proprietari o conduttori dei fondi che richiedono l'esclusione.
La Cabina di Regia motiva la proposta con la volontà di accompagnare un diritto – quello di chiedere l'esclusione dei terreni dalla caccia programmata – a un corrispondente dovere, in modo che i costi derivanti dalla mancata gestione faunistica non ricadano sulla collettività. Nel documento, indirizzato ai consiglieri regionali e datato 25 ottobre 2026, si chiede nei termini che seguono di integrare il comma 4 dell'articolo 44 del regolamento.
- Responsabilità civile: i proprietari e i conduttori che ottengono l'esclusione dovrebbero rispondere dei danni provocati dalla fauna selvatica nel fondo escluso e nelle aree contigue.
- Obbligo di oneri: la proposta mira a evitare che oneri finanziari o gestionali derivanti dalla presenza di fauna non controllata ricadano sulla collettività o sugli Ambiti territoriali di caccia (ATC).
- Riferimenti normativi: l'emendamento prende le mosse dalla legge nazionale 157/1992 e dalla legge regionale LR 3/1994, richiamate nel testo come quadro di riferimento per la gestione faunistica.
Nel documento la Cabina di Regia esprime anche preoccupazione per la «strumentalizzazione» della possibilità di sottrarre fondi rustici alla gestione programmata della caccia e invita a riportare il dibattito «nel giusto filone». Le associazioni firmatarie richiedono che la scelta di escludere aree dalla caccia non determini, di fatto, un trasferimento dei costi derivanti da una presunta minore gestione faunistica verso i soggetti pubblici o verso i cacciatori che continuano a operare su aree contigue.
La proposta di emendamento è stata inviata ai consiglieri regionali senza allegare un testo legislativo già approvato: spetta quindi al Consiglio e alla Giunta valutare se introdurre la modifica nel regolamento regionale. Non sono riportate nella comunicazione né le modalità operative per quantificare eventuali danni né le procedure di accertamento e di risarcimento che si intenderebbero adottare in caso di approvazione.
La questione si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra associazioni agricole, proprietari terrieri, ATC e associazioni venatorie sulla governance della gestione faunistica regionale, tema che può essere portato all'attenzione delle commissioni competenti del Consiglio regionale qualora i consiglieri decidano di esaminare l'emendamento proposto.