Interventi urgenti sul piano organizzativo e sulla sicurezza del personale
Il Coordinamento Toscana Centro del sindacato delle professioni infermieristiche NurSind ha chiesto all’Azienda Usl Toscana Centro chiarimenti e un confronto sulla gestione operativa e sulla sicurezza dopo l’attivazione dell’automedica della Piana fiorentina. L’appello del sindacato arriva a pochi giorni dall’avvio del servizio e pone l’accento su aspetti organizzativi ritenuti cruciali per la qualità dell’assistenza e la tutela degli operatori.
«Un nuovo servizio di emergenza territoriale rappresenta un'opportunità per rafforzare la risposta sanitaria ai bisogni della popolazione. Ma l'efficienza di un sistema di soccorso non si misura soltanto attraverso la disponibilità dei mezzi e la rapidità degli interventi. A fare la differenza sono anche l'organizzazione del lavoro, la sicurezza dei professionisti e la chiarezza delle procedure.» — NurSind Toscana Centro
Nel documento di richiamo il NurSind individua due nodi principali.
- Turni e riposo degli autisti soccorritori: il sindacato chiede verifiche sulle condizioni di lavoro e sulle garanzie di riposo, sottolineando il rischio che l'affaticamento degli autisti possa diventare un problema di sicurezza per le squadre di soccorso.
- Procedure quando medico e infermiere operano separatamente: NurSind sollecita la definizione di protocolli chiari per i casi in cui l’equipe si divide, evidenziando che le decisioni non possono essere lasciate alla discrezionalità dei singoli operatori.
Secondo il sindacato, queste questioni non mettono in discussione il servizio in sé ma ne condizionano il funzionamento sicuro ed efficace: la richiesta è di un confronto formale con l’Azienda sanitaria per concordare regole operative e tutele per il personale. Il richiamo riguarda sia il personale dipendente sia i volontari e gli autisti provenienti dalle associazioni, che spesso operano in sinergia con le strutture pubbliche di emergenza.
La sollecitazione del NurSind si inserisce nel più ampio contesto della riorganizzazione dei servizi di emergenza territoriale, con nuovi modelli operativi pensati per ridurre i tempi di risposta e migliorare la presa in carico nei luoghi di maggiore domanda. Il sindacato sottolinea però come la dotazione di mezzi debba andare di pari passo con regole chiare, protocolli condivisi e garanzie sul riposo e sulla formazione degli operatori coinvolti.
Il sindacato ha espresso la disponibilità a confrontarsi per definire le misure operative ritenute necessarie alla sicurezza delle équipe e degli utenti.
La questione rimane oggetto di attenzione per i soggetti coinvolti nella rete dell’emergenza territoriale: personale sanitario, associazioni di volontariato che forniscono autisti soccorritori e l’azienda sanitaria che coordina risorse e protocolli.