Venerdì 30 ottobre è in programma uno sciopero generale di 24 ore che potrà avere ripercussioni anche sulle attività dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. La mobilitazione è stata proclamata dalla Confederazione USB e dall’organizzazione sindacale USI CIT.
La fascia oraria della mobilitazione
Lo sciopero si svolgerà dalle 00.01 alle 23.59 di venerdì. L’Azienda ospedaliero-universitaria ha diffuso un avviso rivolto agli utenti per segnalare la possibile interruzione o riduzione di alcune attività durante la giornata.
Le ripercussioni indicate riguardano esclusivamente i servizi non essenziali e le prestazioni che non sono legate a situazioni di urgenza o di emergenza. L’avviso riguarda quindi l’organizzazione delle attività programmate nell’arco della giornata di sciopero, senza estendersi alle funzioni necessarie per affrontare le situazioni cliniche urgenti.
Le prestazioni urgenti restano prioritarie
Careggi precisa che resteranno prioritari gli interventi e le prestazioni indispensabili alla gestione delle urgenze e delle emergenze. La distinzione comunicata dall’azienda riguarda da una parte i servizi soggetti a possibili disagi e dall’altra le attività necessarie a garantire l’assistenza nei casi urgenti.
- Durata: 24 ore, dalle 00.01 alle 23.59 di venerdì 30 ottobre;
- Organizzazioni promotrici: USB e USI CIT;
- Possibili effetti: riduzione o interruzione di alcune attività non essenziali;
- Garantiti come prioritari: interventi e prestazioni per urgenze ed emergenze.
L’Azienda ospedaliero-universitaria invita gli utenti a tenere conto della possibile riduzione di alcune attività nel corso di venerdì 30 ottobre. La comunicazione è riferita ai servizi non collegati a esigenze di urgenza o emergenza, mentre le attività necessarie a gestire tali situazioni restano una priorità assistenziale.
La mobilitazione interessa dunque una singola giornata e si inserisce nel quadro dello sciopero generale proclamato a livello nazionale dalle due organizzazioni sindacali. Per Careggi, l’effetto annunciato riguarda la possibile presenza di disagi nelle attività non essenziali, con la continuità delle prestazioni necessarie nei casi urgenti e di emergenza.