Vicchio – La maggioranza si oppone alla vendita in farmacia dei test anti-covid

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La mozione sui test anti covid presentata da Samantha Latona capogruppo della lista di centrodestra nel consiglio comunale vicchiese è stata respinta dalla maggioranza. La mozione chiedeva di rendere libera la vendita in farmacia degli autotest per l’accertamento della positività al Covid come sta avvenendo in altre Regioni. Con un comunicato gli esponenti mugellani di Fratelli d’Italia hanno criticato le posizioni e le valutazioni espresse dal centrosinistra sulla proposta.
Una volta di più la maggioranza che governa Vicchio e l’intera Toscana” afferma Caterina Coralli, Responsabile per il Mugello di Fratelli d’Italia “fa strage delle proposte del centro-destra intese a garantire e salvaguardare, anche in questo periodo emergenziale, da un lato i diritti relativi alle libertà fondamentali dell’individuo (la libertà di scelta di acquistare un prodotto ritenuto importante per la propria salute (in questo caso i test rapidi in autosomministrazione), dall’altro il diritto alla libera imprenditoria (delle farmacie private) ed al libero mercato“.
Infatti il centro-sinistra e la sinistra” continua Coralli, “presentando alla Mozione Latona un emendamento con il quale si proponeva che tali test fossero resi disponibili gratuitamente per tutti, ha chiaramente inteso depotenziarne ed annullarne lo spirito liberale in nome della solita veneranda ideologia di stampo marxista secondo la quale, manco fossimo a Cuba, i farmaci ed i presidi medico-chirurgici devono essere disponibili a tutti gratuitamente nelle farmacie di Stato ed i farmacisti privati, possibilmente, diventare impiegati pubblici. I principi di libera compravendita ed approvvigionamento, di concorrenza, di libertà delle scelte individuali propri di una democrazia occidentale, per lor signori sono un optional di cui non si sente certo il bisogno nella patria del socialismo reale“.
L’ideologia malsana dietro il proposto emendamento “gratis per tutti” dimostra“, interviene Luca Ferruzzi, Portavoce FDI Mugello “a chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi, la propria insipidità ed è facile vederne i limiti e la velleità inefficace, vana e strumentale: chiedendolo gratuito per tutti la Regione ci dirà di no perché non se lo potrà permettere, e noi ci facciamo comunque la nostra bella figura di paladini dei poveri a costo zero. Bene ha fatto, in questa situazione, la Consigliera Latona a rifiutare l’emendamento che avrebbe snaturato il senso stesso dell’intera mozione, oltre che rendere lei stessa complice di certi populismi di bassa lega per cui esistono solo i diritti a “prendere” e mai quelli a “corrispondere” per ciò che si è preso. Ci spieghino, lor signori, perché mai il test anti-covid dovrebbe essere gratuito per tutti mentre, per esempio, gli altri test, tipo quelli dell’influenza, della gravidanza, etc debbano essere pagati… e salati! Se si vuol essere consequenziali, allora dovrebbero essere tutti quanti disponibili gratuitamente“.

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Anche l’altra obiezione“, conclude Coralli, “da alcuni dei contrari addottata per “bocciare” la mozione, secondo la quale “sarebbe impossibile controllare i cittadini che dovessero scoprire di essere positivi al virus” non regge e dimostra la superficialità nell’informazione o la presenza di idee preconcette. Le Regioni, infatti che, a differenza della Toscana, si stanno orientando sulla libera vendita di tali test prevedono comunque meccanismi di controllo obbligatori che impegnano il privato ad informare l’ASL dei risultati ottenuti: la tessera sanitaria va presentata al momento della vendita, ed i risultati del test indispensabilmente caricati su una app collegata al sistema sanitario regionale. Senza questi passaggi, quanto mai opportuni nella fase pandemica in cui oggi è l’Italia, l’incauto utilizzatore rischia di contravvenire disposizioni di legge. Ma tant’è: se le buone idee non vengono dalla “loro” parte politica esse subiscono da anni, nella nostra vallata, la stessa miseranda sorte: al macero – oppure, quando va bene, una rivisitazione critica per trasformarle in proclami altisonanti alla “Peppone” di guareschiana memoria“.

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