Borgo San Lorenzo-Le proteste dei ristoratori “Chiusure contro ogni logica”

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Il DPCM del 24 ottobre scorso ha costretto alla chiusura o alla rimodulazione dell’attività vari settori, nel Mugello come in tutto il Paese: i nostri imprenditori, che come tutti gli altri hanno subito incalcolabili
danni economici, non si sono lasciati andare a proteste violente come sta accadendo altrove nelle piazze di varie città italiane, ma anche loro sono, comprensibilmente, confusi e arrabbiati per quello che sta
accadendo. Lorenzo Mazzarini, titolare del BirraGourmet a Borgo San Lorenzo, spiega che il suo settore paga le colpe per tutto ciò che non è stato fatto durante l’estate e per i controlli che avrebbero dovuto essere
effettuati già dai primi giorni di riapertura: «La salute è la cosa più importante e va preservata, ma durante l’estate c’è stata una mancanza di controlli generale che ha vanificato gli sforzi di chi si è adeguato alle
regole, perdendo una parte di introiti: questo ha costretto chi di dovere a prendere provvedimenti non facili, mentre rimangono però criticità importanti che non vengono risolte, come le scuole, i trasporti, i
centri commerciali. In molti non hanno capito la gravità della situazione: la cosa brutta è che noi chiudiamo, ma le persone faranno sicuramente cene e ritrovi in casa. Noi chiudiamo non perché non ci siamo adeguati alle regole, ma perché spesso sono le persone al di fuori dei locali a creare
assembramenti.»
Anche Gabriele Cafaggi di Underdog Bräuhaus esprime forti perplessità e parla di capro espiatorio:
«Sono abbastanza confuso ancora una volta sulle modalità e le motivazioni di questo provvedimento. Siamo una categoria a terra, che ha subito dei danni forse irreparabili già tra marzo e maggio e con questo
ultimo dpcm probabilmente tanti noi rischiano di non rialzarsi più. Gli aiuti erano più promesse che fatti. Siamo costretti continuamente a cambiare e riorganizzare il modo di lavorare sostenendo costi che non
potremmo sostenere. Per quando riguarda la parte tecnica è un completo controsenso. A pranzo i locali possono fare il pieno, nel rispetto delle norme certo, mentre a cena no. Che senso ha ? Cosa cambia? E
poi, supermercati pieni senza distanze, negozi idem, centri commerciali e mezzi di trasporto anche. Non c’è una giusta misura in tutto questo. A discapito di noi imprenditori e come al solito dei giovani i quali
ormai sono il capro espiatorio di tutti i mali. Siamo in difficoltà seria ma siamo anche combattivi e non molleremo senza aver combattuto.»

Dal Passaguai parlano invece di “lockdown mascherato”: «Siamo aperti nei limiti del possibile, ma col danno economico comportato dalle limitazioni di orario. Dal momento in cui disincentivi i cittadini a uscire e limiti gli orari in cui i locali hanno maggiore afflusso si tratta di un lockdown mascherato, ma soprattutto crei un danno economico che si riflette non solo sull’attività colpita in sé, ma anche sui fornitori che ne vengono colpiti di riflesso. Più che rabbia proviamo smarrimento, perché le risorse che
verranno date in aiuto a noi ristoratori probabilmente non andranno a fornitori e attività collaterali che lavorano con noi, perciò i danni finiranno per colpire tutto il territorio.”

MDP

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